sabato 27 febbraio 2016

Challenge 2016: un libro con un alimento nel titolo, Zia Antonia sapeva di menta, di Andrea Vitali


Descrizione

 
"Aglio, cipolle, rape, ravanelli e porri sono verdure indigeste che non diamo mai agli ospiti della casa!" Suor Speranza ne è sicura: nel minestrone che ha distribuito ai pazienti della Casa di Riposo di Bellano l'aglio non l'ha fatto mettere di sicuro. Allora come mai Ernesto Cervicati, entrando nella stanza di zia Antonia, ha sentito quell'odore, invece dell'aroma inconfondibile e fresco della menta? Ernesto conosce bene il rassicurante profumo delle mentine di cui è golosa la sua anziana parente. Certo meglio di suo fratello Antonio, che della zia non ha mai voluto saperne: gli interessava molto di più Augusta Peretti, una trentacinquenne ossigenata e vogliosa, nonché figlia di salumiere. Ernesto invece aveva accolto zia Antonia in casa sua e l'aveva accudita per tre anni, finché lei, un po' per non gravare troppo sul nipote, un po' per pudore, aveva deciso di trasferirsi all'ospizio. Quel sorprendente odore d'aglio è un piccolo enigma. Forse è l'indizio di qualcosa di più grave. A indagare, oltre a Ernesto e all'energica suor Speranza, si ritrova anche il dottor Fastelli, medico dal carattere gioviale ma di grande sensibilità. Intorno a questo profumato mistero, Andrea Vitali costruisce un romanzo carico di tenerezza, una di quelle storie che, come zia Antonia, ti accarezzano in un fresco abbraccio. Per poi regalarti, alla fine, una sorpresa.
 
Recensione
 
E' tutto nella menta e nel suo buon odore che si concentra il vero succo della storia.
Zia Antonia mangia quotidianamente tantissime caramelline alla menta e allora perchè nella sua piccola stanzetta del ricovero per anziani di Bellano gestito dalle suore c'è una fastidiosissima puzza d'aglio? Semplice, un suo nipote che cura la pressione alta mangiando appunto aglio è andato per la prima volta a trovarla dopo averla snobbata per anni. E per quale motivo? Sempre lo stesso attorno a cui si muove il mondo: il denaro!
Eh già, perchè zia Antonia è ricca e per un errore della banca il nipote ingrato lo ha scoperto, e quindi ha anche scoperto di volere molto bene alla zia.
Ma le cose non andranno come spera il nipote e con grande maestria Vitali riscatta le figure semplici, buone e corrette come Ernesto, l'altro nipote, fedele alla zia che ha accudito per anni e che quotidianamente si reca al ricovero a trovarla.
Ernesto è buono, dolce e gentile e per il fratello falso e bugiardo, aiutato anche dalla moglie antipatica come poche, facile da imbrogliare.
Il finale però ci riserva una bella sorpresa: Ernesto, con un bel colpo di scena, alla morte della povera zia riesce ad arenare le velleità del fratello e della moglie.
Una piccola vittoria per i più piccoli.
La storia è scorrevole e poco impegnativa, con personaggi dai nomi e dai cognomi scelti ad hoc, come Sansicario per il direttore della banca, Antonio e Antonia, nomi sui quali si articola l'intera vicenda per la loro somiglianza.
Altri simpatici personaggi sono le suore del convento, desiderose solo che tutto funzioni a dovere per il bene dei loro assistiti e che non permettono a nessuno di turbare la dolce quiete del ricovero e il dottor Fastelli, il classico medico di una volta, dedito ai suoi pazienti e pronto a correre in loro soccorso a qualunque ora del giorno e disposto ad aiutarli anche in situazioni che esulano dal campo medico.
Tante figure semplici, come ci sono in tutti i romanzi di Vitali, che devono quotidianamente affrontare problemi più o meno grandi.
Uno scorcio della vita di provincia, dove una volta tanto gli umili riescono a mettere nel sacco i prepotenti.

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