Lettori fissi

mercoledì 2 marzo 2016

Challenge LGS 2016: un libro del tuo autore preferito, L'eredità di L.M. Alcott

 
Descrizione
 
Università di Harvard. È una luminosa giornata di luglio di qualche anno fa. Tra le pareti della Houghton Library, qualcuno consulta febbrilmente lo schedario, e d’un tratto rimane col fiato sospeso. I ricercatori Joel Myerson e Daniel Shealy hanno fatto richiesta, soltanto qualche giorno prima, di visionare un carteggio familiare di una delle più importanti scrittrici americane del xix secolo, del quale però scoprono non sia rimasta alcuna traccia. Una scheda di pochi pollici pare spalancare, invece, una possibilità del tutto inaspettata: «Alcott, Louisa May. L’eredità. Manoscritto autografo; 1849».
In preda allo sconcerto e all’entusiasmo, scarabocchiano in fretta il numero di collocazione e consegnano la richiesta di prestito ai bibliotecari. Tra le carte del loro tavolo di lavoro fa capolino, come un magico scrigno venuto dal passato, un taccuino rosso, delle dimensioni di un diario, che reca una scrittura inconfondibile.
Sulla parte interna della copertina trovano attaccato un cartoncino con su scritto: «Il mio primo romanzo | scritto a diciassette anni | High St. Boston».
Quasi increduli, i due studiosi iniziano a leggere le pagine di un’affascinante storia trascurata fino a quell’istante: protagonista è Edith Adelon, una povera orfana di origini italiane, accolta e allevata dalla nobile famiglia inglese degli Hamilton, presso i quali diviene istitutrice e poi compagna della giovane Lady Amy. Una lunga lettera svelerà alla ragazza l’inverosimile mistero della sua nascita.
Scritto sotto l’influenza dei romanzi gotici in voga al tempo, ancora acerbo nello stile eppure originale nella stesura, L’eredità è, dunque, l’incantevole primo esperimento letterario di colei che diventerà la celebre Autrice di Piccole Donne.
 
Recensione
 
L'Eredità è stato pubblicato per la prima volta nel 1997. L.M.Alcott scrisse questo libro all'età di 17 anni . Per decenni di quest'opera non si seppe nulla. il manoscritto autografo venne infatti recuperato per caso nella biblioteca dell'università di Harvard da due ricercatori solo negli anni '90 e racconta la storia di una giovane orfana di origini italiane che viene accolta in una famiglia inglese.
Edith, così si chiamala giovane, è buona, generosa e gentile e purttroppo si trova ad affrontare persone egoiste e arroganti che tentano in ogni modo di rovinarle la vita, ma grazie al suo buon cuore e alla scoperta che non è senza titoli nobiliari e senza ricchezze, che comunque sacrificherà per le persone amate, riuscirà a riscattarsi e alla fine a lasciarsi andare ad un sentimento del tutto nuovo per lei, l'amore per un giovane aristocratico.
Nel libro troviamo alcuni temi molto cari alla scrittrice, temi che anni dopo riprenderà e amplierà in quel grandissimo capolavoro che è Piccole donne.
La dolcezza, la bontà d'animo, e la correttezza uniti ad un certo spirito di sacrificio non sono solo dei buoni sentimenti per l'Alcott, ma devono diventare una guida per vivere al meglio la propria esistenza e per ottenere quella ricompensa a cui tutti anelano: la stima e l'affetto delle persone che ci circondano, e non solo, il libro è anche un monito a non lasciarsi andare all'egoismo e alla cattiveria per non rischiare di rimanere da soli.
Lo stile con cui è stato scritto è semplice, a volte ripetitivo, soprattutto quando si tratta di enfatizzare le qualità positive di Edith e quelle negative di Lady Ida, la sua antagonista nel racconto.
L'ambiente in cui si svolge l'azione mi è apparso un po' troppo idilliaco, quasi come se ai problemi della vita quotidiana non fosse permesso di scalfire la pace e la quiete del gruppo di amici che trascorre le sue giornate in una villa aristocratica circondata da un bel parco. Tanti sospiri e rossori di persone innamorate del cui amore poi viene raccontato poco e niente, tante lacrime e tanti turbamenti inutili che si devono probabilmente al fatto che quest'opera è stata scritta nel periodo dell'adolescenza, quando si hanno ancora davanti anni di vita che si spera di trascorrere insieme alle persone amate, circondati insomma da tanto romanticismo.
Quante di noi, avendo letto a 12 o 13 anni Piccole donne non hanno sperato di diventare come Jo una volta cresciute? Quindi perchè non pensare che la nostra scrittrice non desiderasse o aspirasse a vivere una storia romantica come quella che scrisse da giovane o che non si sia rivista in Edith dato che la famiglia Alcott era povera?
Se vi piacciono le storie romantiche ve lo consiglio.
 
 

 


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