venerdì 27 maggio 2016

Acquanera di Valentina D'Urbano



Descrizione
 
È un mattino di pioggia gelida, che cade di traverso e taglia la faccia, quello in cui Fortuna torna a casa. Sono passati dieci anni dall'ultima volta, ma Roccachiara è rimasto uguale a un tempo: un paesino abbarbicato alle montagne e a precipizio su un lago, le cui acque sembrano inghiottire la luce del sole. Fortuna pensava di essere riuscita a scappare, di aver finalmente lasciato il passato alle spalle, spezzato i legami con ciò che resta della sua famiglia per rinascere a nuova vita, lontano. Ma nessun segreto può resistere all'erosione dell'acqua nera del lago. A richiamarla a Roccachiara è un ritrovamento, nel profondo del bosco, che potrebbe spiegare l'improvvisa scomparsa della sua migliore amica, Luce. O forse, a costringerla a quel ritorno è la forza invisibile che ha sempre unito la sua famiglia: tre generazioni di donne tenaci e coraggiose, ognuna a suo modo. E forse, questa volta, è giunta l'ora che Fortuna dipani i segreti nascosti nella storia della sua famiglia. Forse è ora che capisca qual è la natura di quella forza invisibile, per riuscire a darle un nome. Sperando che si chiami amore.
 
Recensione
 
La vicenda si svolge a Roccadichiara, nome di fantasia di un piccolo paese sulle montagne dell'Italia del nord che ha la sventura di affacciarsi sopra un lago pericoloso e dalle acque oscure.
Il lago è infido, causa di sventure ed è per questo che a tutti viene sconsigliato di entrarci.
 
Attorno a questo lago si snodano le vicende di quattro donne, tutte accumunate dallo stesso destino, da una forza misteriosa che le porta a vedere e a conoscere ciò che agli altri abitanti del luogo è precluso: quello che accade alle persone dopo la morte.
Per questo motivo vengono isolate, sbeffeggiate, trattate come streghe da mettere al rogo anche se di notte la gente non si fa scrupolo di cercarle perchè hanno bisogno di loro e delle loro pratiche curative per guarire.
 
Il libro racconta la loro storia fatta di rabbia, solitudine, di odio di una madre verso la figlia che non accetta e di una figlia che riesce a controllare in qualche modo i poteri che ha in dono e anche quelli della madre.
Sono donne forti e coraggiose, costrette a vivere nella solitudine. I pochi personaggi maschili del libro sembrano solo degli accessori, non contano nulla, sono poco interessanti e stanno al margine di tutta la vicenda.
E' una storia inquietante, come l'acqua del lago, o il cimitero dove l'ultima di loro passa la maggior parte del suo tempo.
L'atmosfera del racconto è tetra e  la scrittrice è stata così brava a rendere i personaggi così reali da far immergere i lettori nel libro, tanto che a tratti si aveva come l'impressione di vivere proprio accanto a loro e con i loro dolori e paure, ed è così macabro da far venire la pelle d'oca.
E' tutto così buio, freddo e tetro che non si può fare altro che presagire un triste finale.
 
Valentina D'Urbano scrive bene, ma non penso che consiglierei a qualcuno la lettura di questo libro. Troppo inquietante.
 


1 commento:

La Comtesse ha detto...

Io ho amato tantissimo questo libro!
Le atmosfere rarefatte e cupe, come alcuni personaggi, sono davvero inquietanti ma ben descritti!!
Sarà che io amo i libri con queste atmosfere e personaggi, per nulla scontati e assolutamente imprevedibili...
Ciao!
Loredana

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