Lettori fissi

sabato 4 giugno 2016

Cave canem di Danila Comastri Montanari

 
 
Descrizione
 
Cave canem,"attenti al cane". Nelle ville patrizie dell'antica Roma era uso scriverlo all'ingresso dell'abitazione, e non sfugge all'abitudine anche la ricca dimora di Gneo Plauzio, mercante di origini plebee che, dopo aver fatto fortuna con il commercio del pesce, si è trasferito sulle rive del lago Averno. Ma in questo caso, forse, c'è davvero qualcosa a cui stare attenti. Lo scopre il senatore Publio Aurelio Stazio che, di ritorno a Roma dopo aver trascorso un periodo di vacanza a Baia, si ferma ospite di Plauzio. Appena arrivato, viene a sapere che proprio la notte precedente il figlio primogenito del padrone di casa, Attico, è morto, dopo essere scivolato nella vasca delle murene. Si mormora che sulla famiglia gravi un'oscura maledizione e che tre figli dovranno perire per opera di pesci, uccelli e insetti. E quando anche il fratello di Attico muore, trafitto da un becco appuntito, anche i più scettici iniziano a credere che quelle morti siano volute dal fato. Certo non Aurelio Stazio, che conosce anche fin troppo bene la ferocia e la scaltrezza degli uomini.
 
 
Recensione
 
 
Cave canem, Attenti al cane è una scritta che si trova davanti a parecchie case romane. Nel caso di questo  romanzo si trova all'ingressso della casa di Gneo Plauzio, una villa costruita sulle rive del lago Averno. Plauzio da semplice pescivendolo è riuscito a diventare un ricco proprietario terriero con amicizie importanti che riesce a sfuttare per sposare una donna già moglie di un ufficiale dell'esercito romano. E' qui che il senatore Stazio si ferma rientrando da Baia insieme alla sua ricca amica Pomponia. Arrivato alla villa appprende però che uno dei figli di Plauzio è morto, sembra per un incidente. Ma non sarà l'unico decesso e Aurelio inizierà ad insospettirsi.
 
Sulla famiglia poi grava un'antica maledizione, cosa che l'assassino userà in suo favore e aurelio non si tirerà indietro provando in ogni modo a scoprire la verità su queste strane morti intromettendosi in vicende famigliari e personali.
 Ad accompagnarlo nelle sue indagini c'è naturalmente Castore, il suo astuto segretaario che non si farà problemi a sottrarre al senatore vestiti, denaro e gioielli per suo uso personale o per ottenere favori da schiave compiacenti, e l'amica Pomponia, fonte inesauribile di petteegolezzi spesso utili per risolvere i casi di cui Aurelio si occupa.
 
Nel libro c'è anche un prologo. E' ambientato anni prima della storia narrata nel romanzo e racconta di quando a 16 anni, Stazio è diventato erede universale della sua famiglia in seguito alla morte del padre. Già a questa età Stazio si ritroverà a risolvere uno dei tanti gialli.
 
La scrittura del romanzo è fluida e coinvolgente. I poersonaggi sono descritti molto bene e tra le varie vicende vengono riportate notizie molto interessanti sui modi di vivere e sulla cultura della società romana. Anche la descrizione degli ambienti è perfetta, rende bene l'idea di come si vivesse a quel tempo sulle rive di un lago, l'Averno, considerato a quei tempi uno degli accessi all'oltretomba.
Inoltre, attraverso una piantina dettagliata, ci si può fare un'idea di come poteva essere un'antica  domus romana e come venivano disposti i vari ambienti.

Considero la lettura di questo giallo molto piacevole e accattivante. Direi Che l'autrice ha fatto centro.
 


Nessun commento: