domenica 20 marzo 2016

Challenge LGS 2016: libro bonus, La ragazza di fronte di Margherita Oggero


Descrizione
 
Quando era bambino, arrivato a Torino dal Sud, Michele era rimasto incantato dalla bambina che leggeva, seduta sul terrazzino di fronte. Quando era bambina, tormentata dai fratelli gemelli scatenati, Marta si rifugiava sul balcone per sognare le vite degli altri. Come una folata di vento che scompigli la quiete del grande cortile che li separa, ora la vita ha rimescolato le carte. Marta è una donna adulta, indipendente e sola, con un solo motto - bastare a se stessi, come i gatti - e un solo piacere segreto: spiare da dietro le tende, al buio, la finestra di fronte. È andata lontano, ha viaggiato e da poco è tornata a casa, in un condominio simile a quello dell'infanzia. Anche Michele si è spinto dove nessuno avrebbe pensato, e ogni giorno per mestiere vede gente che fugge e che torna: guida i Frecciarossa attraverso l'Italia, e in poche ore solca la penisola per poi rientrare nel suo nuovo appartamento e affacciarsi ancora una volta su un cortile. Fino a quando succede una cosa imprevista, anzi più d'una: di quelle che accelerano il corso dell'esistenza, che costringono a uscire dal guscio protettivo che ci costruiamo, a guardarsi negli occhi. A quanti di noi è capitato di abitare in un grande caseggiato, di quelli con un ampio cortile di giorno popolato di voci e la sera di luci che rivelano le vite degli altri?  
 
Recensione
 
Siamo a Torino, un bambino venuto dal sud con la famiglia inizia ad interessarsi alla lettura per far colpo sulla bambina seduta sul balcone del palazzo di fronte spesso impegnata a leggere per sfuggire ai suoi fratelli.
Crescono, si perdono di vista. Figlio di emigrati lui, guida i Frecciarossa dopo essersi laureato in ingegneria elettromeccanica. Figlio di un medico lei, fa l'archivista.
La sua vita non è stata facile, abbandonata da piccola dalla madre e cresciuta da tate e cameriere, non è in grado di superare il dolore come hanno fatto i suoi fratelli e avendo subito anche una delusione d'amore è astiosa, cova rancore e non è ben disposta verso le persone che non conosce.
Passa il suo tempo a spiare il suo dirimpettaio che un bel giorno se ne va. Arriva un nuovo inquilino che guarda caso è il bambino ormai cresciuto che la spiava da piccolo. Michele ritrova così il suo primo amore, ma lei all'inizio tira fuori le unghie e di Michele non ne vuole proprio sapere.
la Oggero non ha decisamente scritto un romanzo d'amore scontato. i due personaggi non vivono nel mondo delle nuvole come accade spesso a quelli dei romanzi rosa. Sono due persone che nella vita hanno dovuto lottare, hanno dovuto affrontare problemi non indifferenti per arrivare ad essere quelli che sono. Naturalmente la storia sarà a lieto fine, anche se condensato in 10 righe, cosa che mi ha leggermente infastidito. In effetti, mentre stavo leggendo questo libro sul Kindle, continuavo a guardare in fondo allo schermo per vedere quanto mancava alla fine e all' 85% di lettura mi sono chiesta cosa aspettasse Marta a deporre quell'aria da superba e antipatica per gettarsi nelle braccia di Michele, che, devo proprio dirlo, ha avuto parecchia pazienza e non si è arreso di fronte alla sua aria di superiorità.
Se devo essere sincera come libro non mi ha entusiasmato molto. L'ho trovato lento, ma come storia non è male.
Devo dire però che la Oggero scrive bene, anche se qualche virgola in più non ci sarebbe stata poi così male Sarà stata colpa del file elettronico o è così anche il cartaceo?


venerdì 18 marzo 2016

Challenge LGS 2016: libro bonus, I garbati maneggi delle signorine Devoto.


 
Descrizione
 
 
Nella Via Privata Vassallo, a Sestri Ponente, il tempo trascorre lento, le tradizioni si rispettano e il clamore del mondo arriva attutito. Regine di questo regno, chiunque vi abiti lo sa, sono le signorine Devoto: Santa, Mariannin e Siria, uguali eppur diverse, e convinte che il genere umano si divida in due: le persone per bene, rispettabili, cristiane e all'antica, e quelle poco raccomandabili, cioè tutte le altre. Miti e riservate, saranno proprio loro, tuttavia, a scendere in campo per prime e con insospettabile decisione quando la tranquillità e il buon nome del loro mondo verranno minacciati. Qualcuno infatti ha messo gli occhi sulle belle proprietà della Via Privata Vassallo, qualcuno pronto anche al crimine pur di ottenere ciò che vuole. Il romanzo di Renzo Bistolfi è una fotografia degli anni Cinquanta, velata di amabile nostalgia per un luogo e un tempo ormai scomparsi, e per una piccola folla di personaggi di straordinaria umanità. 
 
Recensione
 
Leggere il libro di Bistolfi è stato come prendere uno di quei vecchi treni che si fermavano ad ogni stazione, i locali.
Non so se esistono ancora, viaggio pochissimo in treno, ma mi ricordo che prenderli era un vero incubo.
E all'inizio è stato proprio così, mi sembrava di non andare mai avanti, di non riuscire ad entrare nella storia.
Poi all'improvviso sono scesa dal locale e sono salita non dico su un Frecciarossa, ma quasi e per me la storia è decollata.
Tanti umili personaggi si coalizzano per aiutare una di loro. C'è tutto un quartiere in pericolo a causa dell'arrivismo di una ricca arrogante che, aiutata da un' immobiliare capitanata da una famiglia che non guarda in faccia nessuno, tenta di sottrarre le case a basso prezzo a dei poveri anziani in ristrettezze economiche. Ma non hanno tenuto conto di tre arzille vecchiette a cui per un tacito accordo di tutti, sembra affidata la sopravvivenza del quartiere. Le tre sorelle Devoto, grazie ai loro "garbati maneggi" cominciano ad investigare, a fare domande e a guardarsi in giro. Sono aiutate da parecchie persone di cui le sorelle conoscono le abitudini e che guardano a loro con profondo rispetto e non si tirano mai indietro alle loro richieste.
E' un vicinato molto affiatato quello delle signorine Devoto, come non ne esistono più ai nostri tempi, un vicinato fatto di persone pronte ad aiutarsi.
ed è questa solidarietà dal sapore un po' antico che sventa il piano diabolico dell'immobiliare e che salva la vita ad una di loro.
E' quindi una storia basata su legami molto forti, legami che ai giorni nostri è difficile tessere.
Malgrado ognuno di questi personaggi dovesse affontare i propri guai, ci dice Bistolfi, questi legami facevano si che ogni gioia e ogni dramma fossero condivisi con i vicini.
Sono legami che al giorno d'oggi non esistono più. Ci manca poco infatti che non si conosca nemmeno il proprio vicino di casa, specie nelle grandi città.
Vi consiglio di salire su questo treno.
E' una lettura piacevole, interessante e anche divertente, perchè a me queste sigorine Devoto mi hanno fatto anche ridere.
Devoto: un cognome azzeccatissimo e se volete scoprire il perchè basta leggere il libro.
 

mercoledì 16 marzo 2016

Challenge LGS 2016: libro bonus, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso



Descrizione
 
 
Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: coglie l'essenza di una persona da piccoli indizi e riesce a pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un'empatia profonda e un intuito raffinato sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un'importante casa editrice. Scrive libri per altri. L'autore le consegna la sua idea, e lei riempie le pagine delle stesse parole che lui avrebbe utilizzato. Un lavoro svolto nell'ombra. E a Vani sta bene cosi. Anzi, preferisce non incontrare gli scrittori per cui lavora. Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda a una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva più possibile con nessuno. Per questo sa di doversi proteggere, perché, dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei. E quando il destino fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che le relazioni, come i libri, spesso nascondono retroscena insospettabili.
 
 
Recensione
 
Oh ma io questa donna la invidio e davvero tanto! Non perchè si veste di nero (colore che per altro mi piace), e neanche perchè se ne frega del mondo intero e di chi ci abita (certe volte piacerebbe anche a me essere così), ma perchè ha un cervello fuori dal comune. ed è per questo motivo che non vedo l'ora di leggere il secondo libro.
All'inizio Vani, per il suo carattere e il suo modo di fare, mi ha lasciato decisamente spiazzata. non mi piaceva il suo modo di fare, la sua totale indifferenza per il mondo intero mi sembrava a dir poco eccessiva, sembrava quasi che la scrittrice facesse apposta a renderla antipatica, ma andando avanti nella lettura ho imparato a conoscerla e la mia antipatia iniziale si è trasformata in totale ammirazionetanto che, una volta finito il libro, ho faticato a scegliere qualcosa d'altro da leggere.
Vani è intelligente, bella, capace di calarsi nei panni delle persone grazie ad una sorta di empatia innata, ma soprattutto letale se presa in giro.
E' inoltre una bravissima scrittrice a servizio di una casa editrice capitanata da un omuncolo antipatico e sfruttatore che la usa come gosthwriter. Nessuno nella casa editrice deve accorgersi di lei, non ha relazioni sociali, è sostanzialmente sola, non va molto d'accordo  nemmeno con la sua famiglia, ma siccome è in gamba riuscirà a ritagliarsi un angolino tutto suo nella casa editrice come scrittrice vera e propria e anche come consulente della polizia perchè durante la stesura di un libro l'autrice per cui lavora viene rapita e il commissario che si occupa del caso si rende conto delle sue capacità e del suo talento.
Alice Basso ha scritto un libro brillante dove i personaggi ruotano attorno all'amore per i libri; il linguaggio è moderno e accattivante.
Da Vani agli scrittori in crisi, dal commissario al capo di Vani passando per Rccardo, il fidanzato fasullo di vani, i personaggi sono ben tratteggiati attraverso la descrizione dei loro pregi, difetti e debolezze.
E proprio per questo ti fanno desiderare di rincontrarli di nuovo!
 
 
 


venerdì 11 marzo 2016

Challenge LGS 2016: un libro che faccia parte di una serie, Una lunga estate crudele di Alessia Gazzola

 
 
Descrizione
 
Alice Allevi, giovane specializzanda in medicina legale, ha ormai imparato a resistere a tutto. O quasi a tutto. Da brava allieva, resiste alle pressioni dei superiori, che le hanno affidato la supervisione di una specializzanda... proprio a lei, che fatica a supervisionare se stessa! E lo dimostra anche la sua tortuosa vita sentimentale. Alice, infatti, soffre ancora della sindrome da cuore in sospeso che la tiene in bilico tra due uomini tanto affascinanti quanto agli opposti: Arthur, diventato "l'innominabile" dopo troppe sofferenze, e Claudio, il medico legale più rampante dell'istituto, bello e incorreggibile, autentico diavolo tentatore. E infine, Alice resiste, o ci prova, all'istinto di lanciarsi in fantasiose teorie investigative ogni volta che, in segreto, collabora alle indagini del commissario Calligaris. Il quale invece dimostra di nutrire in lei più fiducia di quanta ne abbia Alice stessa. Ma è difficile far fronte a tutto questo insieme quando, nell'estate più rovente da quando vive a Roma, Alice incappa in un caso che minaccia di coinvolgerla fin troppo. Il ritrovamento dello scheletro di un giovane attore teatrale, che si credeva fosse scomparso anni prima e che invece è stato ucciso, è solo il primo atto di un'indagine intricata e complessa.  Alice dovrà fare così i conti con una galleria di personaggi che, all'apparenza limpidi e sinceri, dietro le quinte nascondono segreti inconfessabili.
 
Recensione
 
Continuano le avventure della nostra specializzanda e anche i suoi guai.
il triangolo amoroso in cui si è destreggiata come un elefante in un negozio di cristalli si è trasformato in un quadrilatero con l'arrivo di un altro uomo che la corteggia con discrezione e per il quale, grazie al cielo, Alice non sembra provare nulla.
Il libro è come gli altri, piacevole e scorrevole, ironico e scritto bene, ma le indecisioni dei personaggi maschili che ruotano attorno ad Alice cominciano a pesarmi un po', sarebbe il caso infatti non solo di far crescere Alice sia nel lavoro che nella vita privata, ma anche i due ometti. il terzo poi mi ha dato l'impressione di essere stato inserito nella vicenda solo per darle un po' di pepe e per far innervosire Conforti (diventato CC nel libro) e mi è sembrato anche un tipo parecchio noioso.
A questo punto della storia continuo a fare il tifo per CC, ma mi andrebbe bene anche se scegliesse Arthur perchè sinceramente le sue vicende amorose cominciano ad essere tirate eccessivamente per le lunghe.
Trovo inoltre la convivenza di Alice con quella sciroccata di Cordelia, sorella del suo ex veramente assurda.
Non sarebbe meglio tagliare i ponti con lei visto che non può stare con il fratello?
Il libro sembra quindi un incasinatissimo romanzo rosa piuttosto che un giallo, anche perchè di giallo ha proprio poco, tenendo conto poi che alla fine non si trova nemmeno un vero colpevole per l'omicidio per cui Alice indaga insieme all'ispettore Calligaris.
Poco importa che chi ha ucciso soffra di sensi di colpa. I sensi di colpa non bastano.
 

 
 
 
 
 


martedì 8 marzo 2016

Challenge LGS 2016: Libro bonus, La gemella silenziosa di S, K, Tremayne

 
 
Descizione
 
A Sarah piace il silenzio assoluto della sera che avvolge l'isola di Skye. Le piace muoversi piano nella penombra e accarezzare delicatamente i biondi capelli della sua bambina di sette anni, Kirstie, che si è appena addormentata. Mentre osserva le sue manine che stringono il cuscino, Sarah ripensa a quando quelle mani si stringevano a quelle, identiche, della sorella gemella Lydia. Niente le distingueva: stesse lentiggini, stessi occhi azzurro ghiaccio, stesso sorriso giocoso. Ma, un anno prima, Lydia è morta improvvisamente e ha lasciato un vuoto così grande che ha costretto Sarah e la sua famiglia a fuggire da tutto e da tutti su quell'isola nel mare della Scozia. Lì, tra scogliere impervie e cieli immensi, Sarah sente che lei, la bambina e suo marito Angus potranno forse ritrovare la serenità. Eppure, mentre si avvicina l'inverno, Kirstie è sempre più strana. Diventa silenziosa, riflessiva, stranamente interessata a cose che prima non amava. Sempre più simile a Lydia, la gemella scomparsa. Quando un giorno si scatena una violenta tempesta, Sarah e Kirstie rimangono isolate. Nel buio, col solo mugghiare del vento ad ascoltarle, Kirstie alza gli occhi e sussurra: "Mamma, perché continui a chiamarmi Kirstie? Io sono Lydia. Kirstie è morta, non io". Sarah è devastata e il tarlo del dubbio comincia a torturarle l'anima. Cos'è successo davvero il giorno in cui una delle gemelle è morta? È possibile che una madre possa non riconoscere sua figlia?
 
Recensione
 
Solitudine, tanta angoscia, terrore allo stato puro. ecco le parole che mi vengono in mente pensando a questo libro che, ad essere sincera, non mi è piaciuto per niente.
Kirstie ha perso la sua gemella, identica in tutto a lei. Soffre di crisi di identità, pensa di essere la sorella, si convince della cosa per accontentare la madre che preferiva la sua gemella a lei. Nasconde un enorme segreto, si auto accusa anche dell'omicidio della sorella e tra segreti raccontati solo al padre e altri alla madre Kirstie vive in un'angoscia perenne. Non solo, questi bravi genitori decidono per affrontare la grave perdita di andare a vivere in un'isola sperduta delle Ebridi scozzesi! A nessuno dei due poi viene in mente di affidare la piccola alle cure di un neuropsichiatra infantile. O meglio, la mamma si rivolge ad uno specialista per avere dei consigli, ma probabilmente lo fa più per giustificare se stessa e i suoi comportamenti parecchio anomali che per la figlia.
La bimba viene isolata dai suoi compagni di scuola ed è sempre più sola e non riesce a fare amicizia con nessuno per colpa delle sue stranezze collegate alla scomparsa della sorella.
Povera piccola, mi ha fatto una tenerezza...
In compenso avrei preso a badilate in testa la madre con i suoi silenzi e le sue fissazioni assurde.
L'unico che sembra un pochino equilibrato (ma proprio poco) è il padre.
E' una storia piuttosto caotica, piena di colpi di scena di cui ad un certo punto si inizia anche a perdere il conto, ma anche parecchio fantasiosa e assurda.
L'unica cosa che ho apprezzato è stata la fine, dove per la bambina si inizia ad intravedere uno spiraglio di serenità.
 


 
 
 

mercoledì 2 marzo 2016

Challenge LGS 2016: un libro del tuo autore preferito, L'eredità di L.M. Alcott

 
Descrizione
 
Università di Harvard. È una luminosa giornata di luglio di qualche anno fa. Tra le pareti della Houghton Library, qualcuno consulta febbrilmente lo schedario, e d’un tratto rimane col fiato sospeso. I ricercatori Joel Myerson e Daniel Shealy hanno fatto richiesta, soltanto qualche giorno prima, di visionare un carteggio familiare di una delle più importanti scrittrici americane del xix secolo, del quale però scoprono non sia rimasta alcuna traccia. Una scheda di pochi pollici pare spalancare, invece, una possibilità del tutto inaspettata: «Alcott, Louisa May. L’eredità. Manoscritto autografo; 1849».
In preda allo sconcerto e all’entusiasmo, scarabocchiano in fretta il numero di collocazione e consegnano la richiesta di prestito ai bibliotecari. Tra le carte del loro tavolo di lavoro fa capolino, come un magico scrigno venuto dal passato, un taccuino rosso, delle dimensioni di un diario, che reca una scrittura inconfondibile.
Sulla parte interna della copertina trovano attaccato un cartoncino con su scritto: «Il mio primo romanzo | scritto a diciassette anni | High St. Boston».
Quasi increduli, i due studiosi iniziano a leggere le pagine di un’affascinante storia trascurata fino a quell’istante: protagonista è Edith Adelon, una povera orfana di origini italiane, accolta e allevata dalla nobile famiglia inglese degli Hamilton, presso i quali diviene istitutrice e poi compagna della giovane Lady Amy. Una lunga lettera svelerà alla ragazza l’inverosimile mistero della sua nascita.
Scritto sotto l’influenza dei romanzi gotici in voga al tempo, ancora acerbo nello stile eppure originale nella stesura, L’eredità è, dunque, l’incantevole primo esperimento letterario di colei che diventerà la celebre Autrice di Piccole Donne.
 
Recensione
 
L'Eredità è stato pubblicato per la prima volta nel 1997. L.M.Alcott scrisse questo libro all'età di 17 anni . Per decenni di quest'opera non si seppe nulla. il manoscritto autografo venne infatti recuperato per caso nella biblioteca dell'università di Harvard da due ricercatori solo negli anni '90 e racconta la storia di una giovane orfana di origini italiane che viene accolta in una famiglia inglese.
Edith, così si chiamala giovane, è buona, generosa e gentile e purttroppo si trova ad affrontare persone egoiste e arroganti che tentano in ogni modo di rovinarle la vita, ma grazie al suo buon cuore e alla scoperta che non è senza titoli nobiliari e senza ricchezze, che comunque sacrificherà per le persone amate, riuscirà a riscattarsi e alla fine a lasciarsi andare ad un sentimento del tutto nuovo per lei, l'amore per un giovane aristocratico.
Nel libro troviamo alcuni temi molto cari alla scrittrice, temi che anni dopo riprenderà e amplierà in quel grandissimo capolavoro che è Piccole donne.
La dolcezza, la bontà d'animo, e la correttezza uniti ad un certo spirito di sacrificio non sono solo dei buoni sentimenti per l'Alcott, ma devono diventare una guida per vivere al meglio la propria esistenza e per ottenere quella ricompensa a cui tutti anelano: la stima e l'affetto delle persone che ci circondano, e non solo, il libro è anche un monito a non lasciarsi andare all'egoismo e alla cattiveria per non rischiare di rimanere da soli.
Lo stile con cui è stato scritto è semplice, a volte ripetitivo, soprattutto quando si tratta di enfatizzare le qualità positive di Edith e quelle negative di Lady Ida, la sua antagonista nel racconto.
L'ambiente in cui si svolge l'azione mi è apparso un po' troppo idilliaco, quasi come se ai problemi della vita quotidiana non fosse permesso di scalfire la pace e la quiete del gruppo di amici che trascorre le sue giornate in una villa aristocratica circondata da un bel parco. Tanti sospiri e rossori di persone innamorate del cui amore poi viene raccontato poco e niente, tante lacrime e tanti turbamenti inutili che si devono probabilmente al fatto che quest'opera è stata scritta nel periodo dell'adolescenza, quando si hanno ancora davanti anni di vita che si spera di trascorrere insieme alle persone amate, circondati insomma da tanto romanticismo.
Quante di noi, avendo letto a 12 o 13 anni Piccole donne non hanno sperato di diventare come Jo una volta cresciute? Quindi perchè non pensare che la nostra scrittrice non desiderasse o aspirasse a vivere una storia romantica come quella che scrisse da giovane o che non si sia rivista in Edith dato che la famiglia Alcott era povera?
Se vi piacciono le storie romantiche ve lo consiglio.
 
 

 


Gli effetti speciali dell'amore di Angela Iezzi

  Descrizione   Ashley Morgan ha ventiquattro anni, una grande passione per i libri e pensa che il suo futuro sia già scritto: pre...